Sulla carta, la Sicilia è un territorio dalla resa ottimale per quanto riguarda il fotovoltaico. Una tecnologia che sfrutta la luce solare non può che adattarsi al meglio in una delle regioni più soleggiate del Mediterraneo. Quanto ci si può stupire allora se in molti vedono la Regione come dotata di una naturale predisposizione allo sfruttamento del fotovoltaico? Ne parliamo con Paolo Lugiato, ex di RTR Rete Rinnovabili, un professionista che di rinnovabili e “green energy” ne sa molto.

Negli anni il fotovoltaico, in Sicilia come altrove, sta provando a trovare la sua dimensione ottimale, perfezionandosi sia a livello tecnologico che per quanto riguarda le normative. Oggi, secondo Paolo Lugiato, quella che pare prospettarsi è una nuova fase nella gestione del fotovoltaico. E questa nuova pagina del grande libro delle energie rinnovabili potrebbe essere scritta proprio in Sicilia. Il dato fondamentale da cui partire uno: la fine degli incentivi. I soldi sono finiti?

Occorre pianificare nuove strategie di mercato. Cosa vuol dire nel concreto? Significa che bisogna fare a meno delle particolari detrazioni fiscali previste in origine dal cosiddetto “Conto Energia” e quindi procedere nella gestione del settore senza fare affidamento sugli incentivi statali. In questo senso la Sicilia è in prima l’idea per innovare e rinnovare il settore. Lo si evince in particolare dalle parole di Mario Pagliaro, tra i curatori del Report 2014 del Polo Fotovoltaico della Sicilia. Secondo Pagliaro infatti, siamo in piena “Helionomic”: un’economia basata sullo sfruttamento illimitato ed etico del sole?

In questo senso – continua Pagliaro – il trend dei prossimi anni sarebbe quasi “obbligato”: come si può dire di no ad una energia a basso costo e per di più non inquinante? Anche Lugiato conferma che tra i mezzi fondamentali per coadiuvare questo processo che potrebbe portare la Sicilia ad imporsi tra i leader del settore ci sarebbe la SEU, ovvero una preziosa normativa che regola i sistemi efficienti di utenza e darà ulteriore slancio al “fotovoltaico siculo”. La Regione si dovrebbe confermare apripista anche per quanto riguarda gli impianti cosiddetti di “market-parity”, concepiti per la (ri)vendita all’ingrosso di tutta l’energia prodotta. Vedremo se nei prossimi anni la Terra della Trinacria riuscirà davvero a fare del “Sole” il suo business più redditizio.