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Cappella Palatina

 

Intitolata a San Pietro, vero gioiello dell'arte normanna.

Cappella Palatina

Costruita tra il 1130 e il 1132 ai tempi del regno di Ruggero, e decorata negli anni immediatamente successivi, la cappella è la sintesi, perfettamente

 riuscita, dell'aspirazione dei re normanni a ripristinare il mondo culturale della religione cristiana, attingendo nel contempo al collaudato mondo musulmano per decorazioni sfarzose degne del potere reale.link_alla_fonte.png

 

 


  

IL tesoro della cappella Palatina

 

La Cappella Palatina fu fondata da Ruggero II nel 1132. Da lui dedicata a S. Pietro è ubicata al primo piano del palazzo dei Normanni, un imponente e composito palazzo di origine araba (sec. IX), ampliato dai Normanni nel XII secolo e più volte rimaneggiato sino al XVIII.

Presenta al suo interno numerosi motivi di ammirazione: dalla linea architettonica (pianta a tre navate con un ridotto transetto, archi ogivali sorretti da colonne in granito) alla decorazione musiva, i marmi, il meraviglioso soffitto in legno del 1143 a stalattiti ed alveoli di stile arabo, il trono reale e ambone a mosaico, il cero pasquale del XII secolo.

Si può considerare il tempio cristiano emblema dello spirito illuminista dei re normanni.

Il trionfo artistico, però, appartiene ai mosaici bizantini che rivestono la cappella. Questi rappresentano "Storie di Santi, del Vangelo e della Bibbia", "Santi, Profeti ed Arcangeli" e il "Cristo Pantocratore", splendente nell'abside maggiore.

Negli appartamenti reali le sale sono adorne di affreschi rappresentanti scene di caccia come per la sala di Re Ruggero, anch'essa trionfo di mosaici (1170 c.). Una iscrizione a caratteri greci ammonisce: "Io sono la luce del sole, chi segue me non cammina tra le tenebre, ma avrà la luce della vita". In apparente contrasto con l'ideale cristiano, le decorazioni della copertura sono un capolavoro dell'arte fatimita e rappresentano scene di vita quotidiana, animali, scene simboliche e di feste proprie della cultura islamica. Questo a dimostrazione dell'opera di integrazione culturale avviata dai Re Normanni, processo che influì notevolmente sulla evoluzione della cultura palermitana.

 

INTERNO

Appena entrati salta agli occhi la ricchezza delle decorazioni di ogni genere, concentrate in uno spazio limitato.

La Cappella, ha forma basilicale, con dieci colonne che dividono le tre navate. Il pavimento è a mosaico di pietre dure disposte in svariati intrecci e disegni. Le pareti fino ad una certa altezza sono rivestite di marmo con riquadri a mosaico. Il presbiterio è sopraelevato rispetto al piano della navata e ha tre absidi. L'altare centrale risale alla fine del 1700. La cupola semisferica ha otto piccole finestre. Domina, al centro di essa, il Cristo Pantocrator. Nelle pareti della navata centrale sono raffigurati episodi tratti dall' antico Testamento, mentre nelle navate laterali vi si narrano episodi tratti dagli Atti degli Apostoli relativi ai Santi Pietro e Paolo. Il soffitto è in legno, ad alveoli intarsiati, dalle intricate decorazioni pittoriche.

 

IL VESTIBOLO

Si tratta di un loggiato a sei colonne, che si estende tra due corpi sporgenti lungo il fianco esterno. Dalle colonne si sviluppano sei arcate a sesto acuto. La parete interna è rivestita di lastre di marmo con fasce musive a disegno geometrico. Al di sopra di una serie di tondi con busti di Apostoli e Santi, cinque grandi pannelli a mosaico del XVIII secolo, eseguiti da Santi Cardini di Arezzo e Pietro Casamassima sotto Ferdinando di Borbone, narrano le vicende di Assalone, il figlio ribelle di Davide. Sulla porta di ingresso un altro mosaico, dello stesso Casamassima, raffigura il Genio di Palermo incoronato.

 

IL TESORO

Annesso alla Cappella è il Tesoro, sistemato in mostra permanente nella Cripta. Contiene vasellame di argento sbalzato, paramenti sacri, oggetti liturgici, urne d'argento e cofanetti preziosi, oltre ad un Tabulario con pergamene dal XI al XVIII secolo. I pezzi più preziosi sono stati trasportati nella "Galleria delle Belle Arti".

Guy de Maupassant, che visitò Palermo nel 1885 disse della Cappella Palatina :"La più bella chiesa del mondo, il più sorpren dente gioiello religioso sognato dal pensiero umano."

Fonte: Comune di Palermo

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